Revisione scientifica dell’ossigenoterapia iperbarica (HBOT & mHBOT): benefici, meccanismi, miti ed evidenze
Autore:
Dr. Olli Sovijärvi, medico e autore scientifico, direttore medico dell’Hololife Center

Premessa
Questo articolo intende spiegare in che modo l’ossigenoterapia iperbarica agisce sul corpo umano e come possa supportare il benessere. L’articolo esamina i principali meccanismi del trattamento, i miti più comuni e le relative correzioni, e offre una panoramica ampia ma accessibile delle basi scientifiche della terapia.
L’ossigenoterapia iperbarica è un argomento relativamente nuovo per molte persone, e i concetti che la riguardano sono spesso fraintesi. In particolare, l’ossigenoterapia iperbarica medica e la forma più blanda, orientata al benessere, nota come mHBOT, vengono frequentemente considerate identiche, anche se i livelli di pressione, gli obiettivi e l’uso differiscono chiaramente. Questo articolo chiarisce tali differenze e fornisce una base per comprendere i reali fondamenti fisiologici della terapia.
Introduzione
L’ossigenoterapia iperbarica utilizza una combinazione di pressione e ossigeno per potenziare i processi di riparazione dell’organismo. Durante il trattamento, la persona respira ossigeno in un ambiente pressurizzato. Questo aumenta i livelli di ossigeno nei tessuti oltre quanto ottenibile alla normale pressione atmosferica. L’ossigeno e la pressione aggiuntivi rafforzano la produzione di energia cellulare e supportano il recupero tissutale. L’ossigenoterapia iperbarica è comunemente utilizzata nella medicina rigenerativa.(1)
Le cellule rispondono in modo sensibile ai cambiamenti dei livelli di ossigeno. L’esposizione ripetuta a livelli più elevati di ossigeno attiva processi cellulari simili a quelli indotti dall’ipossia. Questo aumenta i livelli di HIF, VEGF e SIRT. Questi fattori influenzano la rigenerazione tissutale e l’attività delle cellule staminali. Questo fenomeno è noto come paradosso iperossico-ipossico (HHP). Significa che le cellule interpretano le fluttuazioni dei livelli di ossigeno come un segnale che attiva i meccanismi di riparazione, anche se non si verifica una reale deprivazione di ossigeno.(2)
L’ossigenoterapia iperbarica aumenta la dissoluzione dell’ossigeno nel plasma. Questo potenzia la produzione di ATP, la principale fonte di energia delle cellule. L’aumento della produzione di energia supporta i processi di riparazione tissutale, la funzione immunitaria e il metabolismo. La terapia influenza anche l’espressione genica. Attiva i sistemi antiossidanti e riduce l’infiammazione. Ciò può diminuire il carico infiammatorio a lungo termine e supportare il recupero durante lo stress fisiologico.(3)
Sia HBOT sia mHBOT si basano sugli stessi identici meccanismi fisiologici. Le differenze derivano dalla pressione e dalla concentrazione di ossigeno. Una pressione più elevata produce una risposta più forte. Una pressione più bassa è sufficiente per molti benefici fisiologici senza i fattori di rischio associati alle camere a pressione più alta.(4–5)
HBOT vs. mHBOT: differenze principali
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Tipo di trattamento |
Pressione |
Concentrazione di ossigeno nella camera |
Ossigeno supplementare (cannula nasale, maschera) |
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mHBOT |
1.2–1.5 ATA |
24–25% O₂ (la circolazione dell’aria ambiente riduce la concentrazione di ossigeno) |
max 90–95% O₂; effettivo 30–70% O₂ (a causa della ventilazione e delle perdite della camera) |
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HBOT medica (monoposto) |
≥ 1.5 ATA (tipicamente 1.5–3.0 ATA) |
100% O₂ |
100% O₂ |
La mHBOT è una forma di trattamento a pressione inferiore. Aumenta la dissoluzione dell’ossigeno e attiva le stesse risposte cellulari della HBOT, ma in misura più lieve. La HBOT utilizza una pressione più elevata e ossigeno puro. Questo produce una forte iperossia ed è utilizzata in contesti di trattamento medico.(6)
Effetti cellulari dell’ossigenoterapia iperbarica
L’ossigenoterapia iperbarica produce i suoi effetti attraverso due principali meccanismi fisiologici: l’aumento della dissoluzione dell’ossigeno nel plasma e l’attivazione delle vie di segnalazione cellulare. Questi meccanismi agiscono contemporaneamente e si rafforzano a vicenda. La HBOT produce questi effetti in modo più marcato; la mHBOT produce gli stessi effetti in modo più lieve, ma senza i rischi associati a pressioni più elevate.
1. Aumento della dissoluzione dell’ossigeno nel plasma
La pressione aumenta la quantità di ossigeno disciolto nel plasma. Si tratta di un processo fisico descritto dalla legge di Henry (C = kₕ · P). Il contenuto di ossigeno nel plasma può aumentare di diverse volte rispetto alle condizioni normali.(7)
- C = concentrazione del gas disciolto nel liquido
- kₕ = costante di Henry (specifica per il gas e la temperatura)
- P = pressione parziale del gas sopra il liquido
Le cellule ricevono più ossigeno perché l’apporto di ossigeno non è più limitato solo dall’emoglobina. L’ossigeno diffonde in modo più efficace nei tessuti con circolazione ridotta. La produzione di ATP migliora perché i mitocondri utilizzano l’ossigeno per generare energia. Quando è disponibile più ossigeno, i mitocondri producono più ATP. Questo rafforza la riparazione dei tessuti, la funzione immunitaria e il metabolismo cellulare.(5,8)
Il gradiente di ossigeno nei tessuti cambia, migliorando la diffusione dell’ossigeno nelle cellule e influenzando l’equilibrio energetico cellulare. La vitalità cellulare migliora. I tessuti con flusso sanguigno limitato beneficiano di una maggiore diffusione dell’ossigeno, che si manifesta con un metabolismo migliorato e processi di riparazione più rapidi.(6,9)
2. Attivazione dei meccanismi di segnalazione cellulare
Livelli di ossigeno fluttuanti simulano l’ipossia senza i suoi effetti dannosi. Le cellule interpretano queste fluttuazioni come un segnale, anche se non si verifica una reale deprivazione di ossigeno. Questo fenomeno, il paradosso iperossico-ipossico, attiva HIF, VEGF e SIRT:(2,10)
- HIF (hypoxia-inducible factor) regola i processi di riparazione cellulare e promuove l’angiogenesi.
- VEGF (vascular endothelial growth factor) stimola la formazione di nuovi vasi sanguigni.
- SIRT (sirtuins) regolano il metabolismo e la tolleranza allo stress cellulare.
La mobilizzazione e la proliferazione delle cellule staminali aumentano, migliorando la rigenerazione dei tessuti. L’effetto è evidente nella pelle, nei muscoli e nel sistema vascolare. La riparazione tissutale e l’angiogenesi si rafforzano grazie all’attivazione dei fibroblasti, al miglioramento della produzione mitocondriale di ATP e a una segnalazione cellulare potenziata.(11–13)
I sistemi antiossidanti si attivano, aumentando la produzione di enzimi protettivi endogeni. Questo bilancia il carico ossidativo transitorio. La segnalazione infiammatoria diminuisce, riducendo il carico infiammatorio cronico e favorendo il recupero.(10,14)
Applicazioni della terapia con ossigeno iperbarico
HBOT
La HBOT medica è adatta alle condizioni in cui il fabbisogno di ossigeno dei tessuti è elevato e una forte iperossia offre un chiaro beneficio terapeutico. Queste includono:
- Ferite non guarenti
- Infezioni in cui l’ossigeno aggiuntivo supporta la funzione immunitaria e inibisce la crescita batterica
- Danni da radiazioni, in cui la vascolarizzazione tissutale è ridotta
- Danno tissutale grave, come ischemia, trauma e grandi ustioni
Una pressione più elevata nella HBOT è utile quando è necessaria una risposta fisiologica rapida e marcata.
La HBOT richiede supervisione medica e un’attenta valutazione delle controindicazioni. L’elenco completo delle indicazioni mediche per la HBOT è fornito nel riferimento 9 (Sen, S. et al., 2021).
mHBOT
La mHBOT è indicata per applicazioni meno intensive e di lungo termine, in cui l’obiettivo è migliorare la produzione di energia, ridurre l’infiammazione e potenziare la microcircolazione a bassa pressione. Queste includono:(4)
- Recupero dallo sforzo fisico, soprattutto negli atleti e nelle persone sottoposte a stress fisico
- Regolazione delle risposte allo stress in stati di carico autonomico
- Ottimizzazione della microcircolazione per sostenere l’ossigenazione e il metabolismo dei tessuti
- Riabilitazione della pelle e dei tessuti, inclusi il rimodellamento del tessuto cicatriziale, l’elasticità e la produzione di collagene
- Gestione dell’infiammazione di basso grado
- Miglioramento della performance aerobica(15)
La mHBOT è un’opzione pratica per ottenere adattamenti fisiologici a lungo termine senza le esigenze degli ambienti ad alta pressione. È efficace come serie di trattamenti quando si desiderano effetti graduali e cumulativi.(16,4)
Protocolli di trattamento mHBOT
La mHBOT si basa su bassa pressione e iperossia ripetuta. I parametri di trattamento includono pressione, durata della sessione, frequenza e ossigeno supplementare. L’obiettivo è aumentare in modo sicuro la disponibilità di ossigeno nei tessuti e attivare i processi di riparazione cellulare.(4,18)
Pressione:
- 1.2–1.5 ATA
- 1.2–1.3 ATA è adatta al recupero e all’equilibrio autonomico(17,19)
- 1.3–1.5 ATA migliora la diffusione dell’ossigeno e la riparazione tissutale
Durata:
- Le singole sessioni durano 60–90 minuti
- Le sessioni più lunghe possono intensificare la risposta tissutale, ma l’effetto cumulativo deriva soprattutto dai trattamenti ripetuti
Frequenza del trattamento:
-
I risultati migliori si ottengono con protocolli in serie
-
Fase iniziale: 3–5 sessioni/settimana, totale 20–40 sessioni
-
Mantenimento: 1–2 sessioni/settimana o blocchi intensivi periodici
Ossigeno supplementare: Opzioni durante il trattamento
- Aria ambiente (21% O₂)
- Cannula nasale (24–40% O₂)
- Maschera (livelli di O₂ più elevati, in genere 40–70%)
L'ossigeno supplementare intensifica l'iperossia e migliora i risultati senza un significativo rischio aggiuntivo a bassa pressione.
Ottimizzazione individuale:
Il protocollo può essere adattato in base allo stato di recupero, al carico infiammatorio, alle esigenze dei tessuti e all'equilibrio autonomico. Le risposte al trattamento vengono monitorate e gli aggiustamenti effettuati secondo necessità.
Concezioni errate sulla terapia iperbarica con ossigeno e cosa mostra la ricerca
I lettori dovrebbero ora avere una chiara comprensione delle differenze tra HBOT e mHBOT. Tuttavia, persistono diversi miti, malintesi e pregiudizi, in particolare riguardo alla terapia iperbarica con ossigeno lieve orientata al benessere (mHBOT). Questa sezione affronta dieci miti comuni e fornisce confutazioni scientifiche.
1. Mito: “L'ossigeno supplementare causa tossicità da ossigeno.”
Confutazione:(20,21)
- La mHBOT utilizza bassa pressione (1.2–1.5 ATA) e livelli moderati di ossigeno.
- La tossicità da ossigeno si verifica soprattutto a pressioni elevate (2.0–3.0 ATA) e con esposizioni prolungate (ore).
- Gli studi mostrano che la terapia a bassa pressione non provoca effetti tossici dell'ossigeno.
2. Mito: “L'ossigeno supplementare causa pericoloso stress ossidativo.”
Confutazione:(22,23)
- L'ossigeno produce un carico ossidativo a breve termine, che l'organismo regola efficacemente.
- Gli studi non mostrano un aumento dannoso dei marcatori ossidativi durante la mHBOT.
- Il carico è paragonabile a quello prodotto dall'esercizio fisico.
3. Mito: “Il trattamento può danneggiare i polmoni.”
Confutazione:(20)
- Il danno polmonare è associato all'esposizione iperbarica medica ad alta pressione (>2.0 ATA).
- La mHBOT non utilizza pressioni o forze di ventilazione che sottopongano i polmoni a stress.
- Il rischio per gli individui sani è molto basso.
4. Mito: “La mHBOT indebolisce la regolazione respiratoria.”
Confutazione:(4,24)
- La regolazione respiratoria rimane normale perché pressione e livelli di ossigeno restano entro intervalli fisiologici.
- Gli studi non mostrano alcuna compromissione del controllo respiratorio dopo mHBOT.
- Anche nell'HBOT ad alta pressione, tali effetti sono estremamente rari.
5. Mito: “Cannule o maschere rendono il trattamento pericoloso.”
Confutazione:(6,20)
- L'ossigeno supplementare aumenta lievemente l'ossigeno nei tessuti a bassa pressione.
- Gli studi non riportano rischi significativi associati all'ossigeno supplementare a 1.2–1.5 ATA.
- Anche il 100% O₂ a 2.0–2.5 ATA è di solito sicuro, gli effetti gravi sono rari.
6. Mito: “Il trattamento comporta rischi seri per le orecchie.”
Confutazione:(16,25)
- Il problema più comune è una sensazione di pressione auricolare, non il barotrauma.
- Si tratta di un normale adattamento al cambiamento di pressione e non di un danno grave.
- Una corretta equalizzazione della pressione risolve il problema in quasi tutti i casi.
7. Mito: “Troppo ossigeno rende il corpo dipendente.”
Confutazione:(26)
- Non vi sono evidenze che suggeriscano una dipendenza fisiologica.
- HBOT/mHBOT produce una risposta ormetica, non soppressiva: lieve stimolo ossidativo → stato antinfiammatorio, angiogenesi, mobilizzazione delle cellule staminali.
- L'esposizione all'ossigeno non compromette la funzione dell'emoglobina né il normale trasporto di ossigeno.
8. Mito: “La bassa pressione impedisce i benefici terapeutici.”
Confutazione:(4,23,27,28)
Studi che utilizzano 1.25–1.3 ATA e FiO₂ 24–40% mostrano effetti misurabili:
- Miglioramento della microcircolazione
- Miglioramento dell'equilibrio autonomico
- Ossigenazione tissutale migliore
- Recupero potenziato
- Riduzione dell'infiammazione
Una pressione più bassa non elimina i benefici fisiologici.
9. Mito: “I benefici sono solo placebo.”
Confutazione:(4,19,23,27,28) I riscontri oggettivi includono:
- Aumento del flusso sanguigno capillare
- Aumento del numero di cellule staminali
- Cambiamenti nella saturazione di ossigeno nel sangue
- Cambiamenti nella variabilità della frequenza cardiaca
- Miglioramento della guarigione dei tessuti
L’effetto placebo non può spiegare questi cambiamenti fisiologici oggettivi.
10. Mito: “L’ossigeno supplementare accelera i radicali liberi e l’invecchiamento.”
Confutazione:(23,26,29)
- Un’esposizione breve non provoca un carico ossidativo duraturo.
- La risposta adattativa potenzia i sistemi antiossidanti e può rallentare l’invecchiamento cellulare.
- Nessun danno a lungo termine osservato nella ricerca.
11. Mito: “I dispositivi mHBOT sono pericolosi ed esplosivi.”
Confutazione:(20,31,33,34)
- mHBOT utilizza aria ambiente e bassa pressione → nessun ambiente infiammabile ricco di ossigeno.
- I dispositivi soddisfano gli standard di sicurezza per recipienti in pressione.
- Nelle revisioni sulla sicurezza dei dispositivi mHBOT non è riportato alcun rischio di esplosione o incendio.
- I rischi di esplosione riguardano camere ad alta pressione con O₂ al 100%, non mHBOT.
- Nella letteratura non sono riportate esplosioni o incendi di camere mHBOT.
Sicurezza dell’ossigenoterapia iperbarica
Sia mHBOT sia HBOT sono sicure quando la pressione, il livello di ossigeno e la durata della sessione sono appropriati. Gli studi mostrano un’elevata tollerabilità e una bassa incidenza di eventi avversi gravi. Le differenze di sicurezza derivano dalla pressione: mHBOT utilizza una pressione più bassa, che riduce ulteriormente il rischio.
Effetti avversi lievi comuni
Gli effetti transitori comuni includono:(20,21)
- Sensazione di pressione auricolare
- Lieve sintomatologia sinusale, soprattutto in presenza di edema della mucosa
- Lieve stanchezza o rilassamento dopo il trattamento dovuti a cambiamenti autonomici
Si tratta di effetti temporanei e legati all’equalizzazione della pressione.
Rischi rari
Effetti avversi meno comuni ma possibili includono:(20,31)
- Barotrauma dell’orecchio se l’equalizzazione della pressione non riesce
- Problemi di pressione sinusale durante la congestione
- Tossicità molto rara correlata all’ossigeno a pressioni più elevate (HBOT 2.0–3.0 ATA)
- Cambiamenti temporanei della vista legati a variazioni refrattive durante periodi di trattamento prolungati
- Claustrofobia negli spazi chiusi
Controindicazioni assolute
L’ossigenoterapia iperbarica non deve essere eseguita a nessuna pressione in questi casi:(32)
- Pneumotorace non trattato
- Situazioni di gas intrappolato con rischio di rottura polmonare
- Enfisema grave non trattato con intrappolamento d’aria
- Ostruzione delle vie aeree attiva e non trattata
Controindicazioni relative
Queste richiedono cautela, valutazione medica o un adattamento dei parametri di trattamento:(32)
Farmaci precedentemente considerati controindicazioni assolute:
- Doxorubicina
- Bleomicina
- Disulfiram
- Cisplatino
- Mafenide
Condizioni respiratorie:
-
BPCO, asma, bolle, strutture con intrappolamento d’aria
- Pneumotorace spontaneo pregresso
- Precedente chirurgia toracica
- Reperti polmonari non chiari
Infezioni e condizioni acute:
- Infezioni delle vie respiratorie superiori
- Infezioni dei seni paranasali
- Febbre alta (>39°C)
- Rischio di riattivazione della tubercolosi
Orecchie e seni paranasali:
- Difficoltà di equalizzazione della pressione
- Disfunzione della tuba di Eustachio
- Fistola perilinfatica
Fattori neurologici:
- Epilessia
- Soglia convulsiva ridotta
Impianti:
- Dispositivi impiantati
- Pompe epidurali per il dolore
Occhi:
- Precedente intervento chirurgico oculare
- Gas intraoculare
- Neurite ottica
-
AMD, cheratocono, glaucoma
Fattori metabolici ed ematologici:
- Diabete insulino-dipendente
- Sferocitosi congenita
Fattori psicologici:
-
Claustrofobia
Vasocostrittori:
-
Nicotina, caffeina e composti simili
La gravidanza è una controindicazione relativa sia per HBOT sia per mHBOT, salvo giustificazione medica.
Profilo di sicurezza della mHBOT
La mHBOT è molto sicura per la stragrande maggioranza degli utenti, poiché la bassa pressione impedisce ai livelli di ossigeno plasmatico di aumentare fino a valori associati alla tossicità. Gli effetti avversi sono di solito lievi e gestibili, e gli effetti avversi gravi sono estremamente rari. La mHBOT si presta bene a un trattamento a lungo termine e cumulativo, senza i rischi associati alla terapia ad alta pressione.(20)
DISCLAIMER:
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere medico professionale. Le persone interessate all'ossigenoterapia iperbarica (HBOT) dovrebbero consultare professionisti sanitari qualificati per assicurarsi che i metodi scelti siano sicuri e adatti alle loro specifiche esigenze di salute.
Riassunto
L'ossigenoterapia iperbarica medica (HBOT) e la sua forma più lieve, la mHBOT, agiscono sulle cellule aumentando la disponibilità di ossigeno nei tessuti e attivando i meccanismi di riparazione cellulare. Il trattamento potenzia la produzione di energia, migliora la microcircolazione e avvia processi che supportano la rigenerazione tissutale e riducono l'infiammazione. Questi effetti derivano da una maggiore dissoluzione dell'ossigeno nel plasma e dall'attivazione della segnalazione intracellulare. I meccanismi sono fisiologicamente ben fondati e sostenuti da una ricerca in crescita.
La mHBOT produce questi effetti a una pressione inferiore, rendendola adatta a favorire il recupero, la regolazione autonomica, il metabolismo tissutale e la gestione dell'infiammazione di basso grado. La HBOT, grazie alla pressione più elevata, fornisce risposte più intense ed è indicata per condizioni mediche come ferite che non guariscono, ischemia e danno da radiazioni.
Il profilo di sicurezza della mHBOT è eccellente grazie alla pressione moderata e all'esposizione controllata all'ossigeno. I rischi sono bassi e per lo più lievi, mentre gli effetti avversi gravi sono rari. Molte affermazioni sui pericoli della mHBOT si basano su malintesi piuttosto che sulla fisiologia o sulle evidenze. Quando pressione, livelli di ossigeno e impostazioni sono adeguati, i meccanismi sono chiari, prevedibili e misurabili. I risultati sono coerenti tra ricerca e pratica clinica.
Nel complesso, l'ossigenoterapia iperbarica rappresenta un modello terapeutico coerente e supportato da evidenze, in cui meccanismi, benefici e sicurezza sono chiaramente definiti e fisiologicamente comprensibili. Questo ne rafforza il ruolo come metodo che supporta il recupero e la capacità funzionale dei tessuti sia in ambito medico sia in quello del benessere.
Riferimenti scientifici:
-
Hadanny, A., & Efrati, S. (2020). The hyperoxic-hypoxic paradox. Biomolecules, 10(6), 958.
-
ONeill, O. J., Brett, K., & Frank, A. J. (2018). Barotrauma dell'orecchio medio.

